Impresa Tuccio di Nichelino liberata dall’interdittiva antimafia

Il Tar della Lombardia, con sentenza  del 19 gennaio scorso, ha sciolto e fugato ogni riserva sulla trasparenza della Tuccio Costruzioni Srl, annullando definitivamente il provvedimento interdittivo antimafia, che era stato emesso dal Prefetto di Milano. L’interdittiva aveva avuto conseguenze gravi e immediate sull’attività della società; innanzitutto aveva portato alla revoca immediata delle autorizzazioni al subappalto da parte dei Comuni di Nichelino e Vinovo e del Politecnico di Torino, esponendo fattivamente la Tuccio Costruzioni e i suoi dipendenti a danni gravissimi, che la stessa azienda ipotizza in circa 25 milioni di euro.

Cosa dicono i giudici del Tar

Leggendo il dispositivo, frutto del lavoro dell’avvocato amministrativista Riccardo Vecchione del Foro di Torino, i Magistrati milanesi a proposito dell’indagine evidenziano, nella stesura delle motivazioni di piena assoluzione, un “Eccesso di potere per contraddittorietà, irragionevolezza, illogicità e inopportunità”, e pari grado anche un “Eccesso di potere per carenza di istruttoria e motivazione”, sottolineando, di fatto, la totale inconsistenza delle accuse mosse nei confronti della ‘Tuccio Costruzioni’. E parlano, riguardo al buon nome dell’Amministratore e all’intero gruppo di imprese che attorno a lui gravitano, di “consistenti sopravvenienze positive al Tuccio idonee di per sé da far virare in modo irreversibile l’impresa dalla situazione negativa alla fuoriuscita definitiva dal cono d’ombra della mafiosità”, certificando ulteriormente in più come “ E poi ancora “L’inidoneità dei fatti contestati al Sig. Rosario Tuccio – si legge ancora nella sentenza –per far ritenere sussistente il rischio d’infiltrazione nell’attività imprenditoriale della CET rilevando come “sia la socia di maggioranza, sia il di lei marito (Signor Tuccio) – oggi amministratore di altra società (Tuccio Costruzioni), sia il socio di minoranza (signor Tallarico) non sono mai stati attinti da provvedimento sanzionatorio penale”; né, tantomeno, motivano ancora i Giudici, “Non sono stati introdotti elementi da cui evincere una gestione del Sig. Tuccio nella società in questione né indizi di interferenza dello stesso con le scelte societarie della moglie”.

Tuccio: “sono soddisfatto e riparto con impegno”

Comprensibilmente soddisfatto e sollevato Rosario Tuccio  dichiara “Ringrazio i Magistrati della Prima Sezione del Tar della Lombardia per aver accertato in maniera inoppugnabile la mia buona condotta. Se fossi stato un mafioso, mai avrei fondato un gruppo di aziende che porta fieramente il mio nome e il cognome di mio padre, uomo da cui ho imparato a fare del lavoro onesto un Vangelo quotidiano. In un momento delicatissimo per il futuro della Giustizia in Italia, oggi tiro un sospiro di sollievo pur contando i cocci e le occasioni di lavoro perse. E adesso riparto dalla sola strada che conosco: umiltà, impegno, lavoro, coraggio e successo”.

stampa sera
Redazione

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