La vicenda extracalcistica tra la Juventus e il celebre attaccante Cristiano Ronaldo si è conclusa oggi a Torino, davanti al giudice del lavoro, dottor Robaldo. Il verdetto è stato favorevole all’asso portoghese, che era stato trascinato davanti al tribunale dalla società bianconera che pretendeva la restituzione di una parte degli stipendi percepiti dal giocatore negli anni del Covid.
Visto che per un certo periodo il campionato e le Coppe erano stati bloccati alcuni calciatori avevano cercato di venire incontro alle difficoltà economiche della Juventus, accettando di rinunciare in toto o di dilazionare il pagamento di alcuni stipendi. Tra questi, Ronaldo accettò di dilazionare il suo lauto ingaggio, che era di oltre 30 milioni di euro l’anno, e così accumulò un credito di circa 20 milioni. A fine rapporto, prima di andare a giocare (e rimpolpare il suo impero economico) negli Emirati Arabi, CR7 ha battuto cassa, ma non gli fu staccato alcun assegno. A quel punto Cristiano Ronaldo, tramite i suoi legali, ricorse al tribunale, che nel 2024 gli diede parzialmente ragione e ordinò alla Juventus di corrispondergli 9,8 milioni. Il bel gruzzolo fu versato, ma la società presentò opposizione, che adesso dopo essere stata valutata è stata respinta, con la conseguente conferma della somma avuta da Ronaldo.



