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Decreto aiuti: possibile azzeramento dell’Iva su pane e pasta

Una possibile riduzione dell’Iva dal 10 al 5% su carne e pesce e l’azzeramento su pane e pasta. È quanto è allo studio per il decreto aiuti da parte del Governo Draghi, ancora a Palazzo Chigi per il disbrigo degli affari correnti. Il decreto sarà messo a punto entro fine luglio (forse in una versione più snella) come aveva annunciato il Governo nelle scorse settimane dopo un incontro con sindacati e Confindustria. Il contenuto del documento, messo a rischio dalla crisi governativa che vedrà elezioni anticipate il 25 settembre, dovrebbe contenere il rinnovo del bonus 200 euro, un anticipo del taglio del cuneo fiscale e l’azzeramento dell’Iva sul ‘carrello della spesa’, alimenti e altri beni di prima necessità.

Le parole della vice ministra dell’Economia Laura Castelli ai microfoni di Radio2 lasciano ben sperare sull’azzeramento dell’Iva. “È un piano concreto e eventualmente alternativo o aggiuntivo ai 200 euro – dichiara Castelli – si stanno valutando i costi di entrambe le misure e soprattutto quali siano le più impattanti sulla vita degli italiani, interverremo in questo senso nel decreto di luglio”. “Stiamo riassestando in queste ore il decreto, le risorse che vengono dall’assestamento sono di più – spiega la vice ministra – stiamo contando perché l’aumento dei tassi di interesse erode un po’ queste risorse, ma non è una misura in deficit come tutti i decreti che abbiamo fatto quest’anno”.

Castelli precisa che 12-13 miliardi sono una “cifra possibile, molto vicina alla realtà” e sottolinea che “se non fosse caduto il governo probabilmente avremmo fatto questo decreto di luglio e anche altri interventi prima della legge di bilancio”.

Codacons: “Estendere l’azzeramento a tutti i prodotti alimentari”

Il Condacons, favorevole al possibile azzeramento dell’Iva su pane e pasta, ne chiede l’estensione a tutti i prodotti alimentari. “Si all’azzeramento dell’Iva su pane e pasta, ma la misura deve essere estesa a tutti i prodotti alimentari, perché non basta intervenire solo su tali beni”. È quanto riporta una nota del Coordinamento delle associazioni in risposta alla dichiarazione della Castelli.

“L’elenco dei maxi-rincari che nell’ultimo periodo hanno interessato il comparto dell’alimentazione è lunghissimo, e rende necessario un intervento che abbracci tutti i beni alimentari – spiega l’associazione Oggi un chilo di pasta, in base ai dati Istat rielaborati dal Codacons, costa in media il 22,6% in più rispetto allo scorso anno, mentre il pane è rincarato dell’11,4%”. “Coinvolti dagli aumenti dei listini – continua l’associazione – anche frutta, verdura, latticini, olio, acqua, tutti beni primari di cui le famiglie non possono fare a meno, e per questo si rende indispensabile un intervento volto ad abbattere l’Iva e riportare i prezzi al dettaglio alla normalità”.

Nella lista degli aumenti annui dei prezzi degli alimentari di giugno 2022 del Codacons anche l’olio di semi con un aumento del 68,7%, il burro del 28,1%, la farina cresciuta del 20,6%, pomodori del 19,4% e ancora frutta fresca del 10,8% di cui solo le pesche sono aumentate del 18,4%. Vengono toccati tutti i prodotti anche lo zucchero che cresce del 9,5%, il pesce fresco del 10,3%, perfino le acque minerali che salgono del 8,2% come l’olio di oliva, e il caffè con un aumento del 6%.

Jessica Scano
Jessica Scano
Classe 1993, laureata in Scienze della comunicazione all'Università degli studi di Torino, giornalista pubblicista. La passione per il giornalismo la spinge a frequentare la Scuola di giornalismo e relazioni pubbliche Carlo Chiavazza di Torino. Ha svolto attività di ufficio stampa ed ha collaborato con diverse realtà del territorio, dalla carta stampata alla radio.

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