Domenica 11 gennaio è il giorno della Fiaccola Olimpica a Torino. Accolta da migliaia di persone il simbolo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è sfilata per le strade e le piazze del capoluogo, lungo un percorso di 11 chilometri che l’ha portata da Mirafiori al centro storico della città. A portarla e a scambiarsela di mano sono state decine di atleti dal passato illustre, di varie discipline, personaggi della cultura e dello spettacolo. Tutti l’hanno fatto con impegno e con emozione, nel rispetto dei valori che i Giochi Olimpici contengono e devono trasmettere.

In attesa della Torcia Olimpica con il Circolo degli Artisti
Sabato pomeriggio nel tempio della cultura sabauda Palazzo Graneri della Roccia, il Circolo degli Artisti, la Fondazione Circolo dei Lettori e il Coni piemontese hanno organizzato l’interessante e riuscito convegno sul tema “In attesa della Torcia Olimpica”, coordinato da Stefano Mossino, presidente del Comitato Regionale del Coni, che ha spiegato i motivi dell’iniziativa. “Vogliamo ricordare le Olimpiadi Invernali di Torino 2006, come testimonianza di una pagina storica per la nostra città e del forte connubio realizzato tra l’arte e lo sport”.
Numerosi i relatori, a partire da Valentino Castellani, Sindaco di Torino di fine e inizio millennio e tra gli attori principali delle Olimpiadi a Torino che ha detto “Riuscimmo ad aggiudicarcele grazie all’impegno della componente pubblica e privata che si mosse all’unisono e con determinazione. Andò tutto bene sia l’aspetto organizzativo, che l’aspetto sportivo”. Su questo tema ha posto l’accento Gianfranco Porqueddu, all’epoca presidente del Coni piemontese “ci furono gare spettacolari e combattute con protagonisti grandi atleti in impianti perfetti realizzati nel rispetto dell’ambiente, tanto da meritare il plauso di organismi internazionali di salvaguardia”. Gli ottimi impianti che furono realizzati dal Comitato olimpico, che per la parte tecnica fu guidato dall’ingegner Mario Piovano che ha ammesso “Riuscimmo a realizzare grandi impianti a Torino per le gare sul ghiaccio che sono stati pensati per avere un utilizzo successivo, come l’Oval e soprattutto l’attuale Arena Inalpi”.

Moderati, con il giusto piglio, dal professor Guido Curto la prima serie degli interventi ha visto i saluti di Giulio Biino (presidente del Circolo dei Lettori) e di Luigi Tartaglino (presidente Circolo degli Artisti), la relazione di Tiziana Nasi (autentica anima dello sport paraolimpico) ed è stata conclusa da Evelina Christillin, attuale presidente del Museo Egizio, che ai tempi dell’Olimpiadi torinesi era componente attiva del Comitato organizzatore ed ha rivelato alcuni retroscena di quello storico evento.
E’ stata poi la volta di atleti piemontesi che hanno partecipato a passati Giochi Olimpici e di esponenti della vita culturale torinese, come la vice Presidente del Circolo degli Artisti, Maria Teresa Spinnler, che nell’esprimere gli auguri a Milano-Cortina per gli imminenti Giochi ha sottolineato come “arte e sport siano un binomio vincente per creare rapporti tra le persone e favorire il dialogo e la comprensione tra i popoli”. Parole che toccano un tasto di particolare attualità in tempi di forti tensioni come quello in cui stiamo vivendo



