Il Ministro Nordio a Torino per il referendum spegne polemiche, fiducioso per il Si

Il ministro Carlo Nordio in visita a Torino per la campagna referendaria sulla giustizia insieme al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, oltre a sostenere le sue buone ragioni per il Si ha fatto il possibile per spegnere le polemiche, con la magistratura e le opposizioni.

Alla presenza di un folto pubblico e di un parterre di politici amministratori piemontesi di Fratelli d’Italia dagli onorevoli Augusta Montaruli a Fabrizio Comba; dagli assessori  Maurizio Marrone e Marina Chiarelli, il consigliere Roberto Ravello, il Guardasigilli ha sottolineato il suo lungo e forte rapporto con il mondo togato, che dura da oltre 40 anni  “Alla magistratura, a cui mi sento di appartenere, una volta che sei magistrato sei sempre magistrato, va tutta la mia solidarietà, anche se militiamo in questo momento in ruoli diversi. Rispetto al referendum, non con tutti i magistrati ma con una parte di loro ho una posizione diversa”. Il dissenso, ha proseguito è punto saldo della democrazia e quindi “auspico che i toni vengano mantenuti sempre bassi”.

Si è magistrati per sempre

Nordio ha ricordato, con una certa commozione  la sua prima indagine, che  stata sulle Brigate Rosse e per la quale ricevette minacce di morte. “Sono stato un magistrato e mi sento ancora un magistrato e quindi figuriamoci se intendo umiliare la magistratura”.

Entrando poi nel merito della sua riforma il Ministro ha detto è “una riforma che libererà la magistratura da quella che è l’ipoteca delle correnti e da quella degenerazione che tra l’altro è stata denunciata non soltanto da me ma anche da molti che oggi militano per il no”.

In conclusione Nordio si è detto fiducioso in un esito positivo del referendum  “Quando vincerà il sì, cosa in cui confido, apriremo subito un tavolo di confronto per le leggi attuative assieme alla magistratura, all’avvocatura e al mondo accademico”.

Prima dell’intervento del Ministro, il Sottosegretario Andrea Delmastro ha illustrato i temi salienti della riforma e spiegato le ragioni per cui chiede di votare Si al referendum per cui saremo chiamati a votare domenica 22 e lunedì 23 marzo.

stampa sera
Redazione

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