La Stampa va a Sae, ma l’informazione è anche Stampa Sera

La Stampa passa di mano con l’accordo raggiunto da Gedi (che fa capo a John Elkann) al gruppo editoriale Sae guidato da Alberto Leonardis. Adesso è ufficiale che il quotidiano torinese, che storicamente è appartenuto alla famiglia Agnelli, cambia editore anche se ormai da tempo era noto che la Gedi non era più interessata a questo come agli altri giornali della sua scuderia. Il disimpegno della “famiglia Fiat” nei confronti dell’informazione ha radici lontane. Infatti nell’aprile 1992 aveva sospeso le pubblicazioni il quotidiano gemello “Stampa Sera”, che era stato fondato nel 1930. Tutto successe in sordina, senza che nessuno facesse una levata di scudi, quasi nell’indifferenza degli ambienti culturali e politici piemontesi.  A fare eccezione fu la delusione delle decine di migliaia di lettori che avevano in Stampa Sera un apprezzato strumento di informazione, prezioso soprattutto nel raccontare i fatti di giornata prima di tutti e di offrire una carrellata puntuale sugli eventi territoriali e spunti per socializzare e per trascorrere il tempo libero pomeridiano e serale.

Sofferto saluto del direttore Bramardo

Nell’ultimo numero di Stampa Sera di sabato 18 aprile 1992, nel commiato da lettori e redazione il direttore Carlo Bramardo, con sofferenza scriveva “E la fine dei giornali del pomeriggio. Si è cercato di trasformare il quotidiano del pomeriggio in un giornale metropolitano, molto «dentro» il territorio e la società; di renderlo un giornale di «servizio», con programmi mirati (ad esempio per gli artigiani del Cna e per i ragazzi delle scuole medie con «Mondo giovani»). Iniziative che hanno dato riscontri postivi, ma non sufficienti a garantire il pareggio di bilancio: per questo oggi «Stampa Sera» sospende le pubblicazioni”. Da uomo concreto e da direttore esperto sapeva benissimo che quella era la fine del glorioso giornale dei torinesi.

Nuovo progetto di Stampa Sera


30 anni dopo la chiusura, nel febbraio 2022, l’editrice Torino Topnews, piccola ma intraprendente società torinese, ha registrato presso il tribunale di Torino la decaduta testata giornalistica, facendola rivivere (nel moderno Centro Pier Della Francesca di Torino) grazie all’entusiasmo e all’impegno di una minuscola redazione composta da esperti giornalisti e giovani desiderosi di apprendere e misurarsi con questa professione.
“A causa delle conseguenze del Covid e della crisi che ha investito l’editoria – spiega l’editore – il progetto di rilancio è stato perseguito solo in modo parziale, rinunciando per ora all’edizione cartacea, tenendo però viva e attiva Stampa Sera con il portale web. Del progetto editoriale complessivo, che ha contenuti molto originali e certamente interessanti, continuiamo ad essere convinti, però servono risorse ulteriori. Siamo fiduciosi che si possano trovare; da parte nostra siamo disponibili a valutare tutte le soluzioni pur di permettere a Stampa Sera di continuare ad esistere”.


La sua gloriosa storia, il suo presente fatto di numerose persone che quotidianamente si informano sulle sue pagine, il patrimonio culturale della sua redazione meritano attenzione. È una squadra di giornalisti ridotta nei numeri, per oculatezza e realismo di gestione, ma che può facilmente espandersi. Però questo non è un limite, anzi è un valore per chi volesse puntare su Stampa Sera. Viceversa La Stampa indubbiamente ha grandissime professionalità in ambito giornalistico, ma ha anche una struttura redazionale poderosa, che va salvaguardata, ma è certamente un fattore che pesa pesantemente sul piano economico di sviluppo del nuovo editore Sea, che potrebbe vedere in Stampa Sera un’opportunità da cogliere per potenziare l’informazione fortemente territoriale dell’area metropolitana torinese, riprendendo un cammino già tracciato.

stampa sera
Redazione

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