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Arte-fatti di pace: il nuovo progetto del Gruppo Abele

Si è inaugurata questa mattina presso la ‘Fabbrica delle e’ la nuova mostra, figlia del progetto congiunto del Gruppo Abele e del Museo del Castello di Rivoli, ‘Arte-fatti di pace’.

L’esposizione mette in mostra i lavori creati dai bambini e dai ragazzi di 40 classi dei comprensori scolastici della Circoscrizione 3 di Torino. Si tratta dei pacifici, pupazzi realizzati con materiali di recupero come la plastica, le stoffe, la carta, tappi di bottiglie e cannucce che vogliono trasmettere quello che per i ragazzi ed i bambini vuole dire la pace.

La pace in mostra

“La mostra fa parte di un progetto incentrato sulla pace intesa non come concetto astratto ma come la pace che fa parte della nostra vita quotidiana”, spiega Francesca Ghezzo, educatrice del Gruppo Abele. Il progetto è stato svolto nell’arco dell’anno scolastico ed ha impegnato i ragazzi ed i bambini in tre incontri, durante i quali “hanno incontrato i grandi pacifici della nostra epoca per passare ai pacifici di loro conoscenza fino ad arrivare a capire quando noi stessi siamo persone pacifiche”, prosegue nella spiegazione Francesca, che aggiunge: “tutto questo per arrivare a far capire ai bimbi e ai ragazzi cosa significa essere, in prima persona, costruttori di pace della nostra comunità. Nell’ultimo incontro si sono costruiti davvero gli ideali di pacifici. Ognuno diverso dall’altro e con una funzione a sé”.

I Pacifici (foto: Jessica Scano)

“Il progetto è ispirato alla Carovana dei Pacifici, su questa strategia della pace attiva si Arte-fatti di pace. Partire dalla consapevolezza della discussione fino ad arrivare a capire cosa significhi per ognuno di noi essere pacifici e cosa si può fare attivamente per la pace” dice Piero Ferrante, operatore del Gruppo Abele.

Abi-Tanti. La moltitudine migrante

Alla fine dell’esposizione dei pacifici, si arriva all’ultima delle sale che ospita la mostra. Qui, è esposta l’installazione ‘Abi-Tanti, la moltitudine migrante’, progetto del Museo del Castello di Rivoli nato oltre 20 anni fa. “Nel corso della sua storia – spiega Anna Pironti, Responsabile del Dipartimento Educazione del Museo – Abi-Tanti ha girato le piazze delle grandi città italiane come Torino, Milano, Napoli, Roma fino ad esporre al Louvre di Parigi e al Museo dell’Immigrazione di Melbourne”. “Il progetto si realizza nelle piazze – continua Pironti – a dove i bambini, le famiglie e le persone sono chiamate a realizzare i migranti. In ogni luogo in cui si espone l’opera la moltitudine migrante cresce”.

L’installazione ‘Abi-Tanti. La moltitudine migrante (foto: Piero Ferrante)

Ad oggi, l’installazione che riprende i colori della pace fino a mescolarli tra loro, è arrivata a contare 15mila abitanti. Presso la ‘Fabbrica delle e’ ne sono esposti un migliaio.

“Attraverso questa presenza silenziosa – conclude la Responsabile Pironti – si vuole parlare di identità e differenza, si vuole dire che si è uguali e diversi e tutti abbiamo diritto alle stesse cose. Esponendo gli abitanti è come se fossero esposte tutte le persone che, nello spazio e nel tempo, hanno seguito e contribuito al progetto dal grandissimo valore educativo, culturale e morale”.

La Presidente Troise: “insegnare al pace ai ragazzi renderà il mondo migliore”

All’inaugurazione della mostra, visitabile fino al 16 luglio, era presente anche la Presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise, che ha dichiarato: “Il Gruppo Abele, insieme al Museo di Rivoli, fa sempre cose preziose per il nostro territorio. Oggi hanno lavorato insieme alle scuole, con i bambini e le bambine che sono il nostro futuro. Insegnare loro che le controversie si possono risolvere pacificamente renderà il nostro mondo migliore”.

Jessica Scano
Jessica Scano
Classe 1993, laureata in Scienze della comunicazione all'Università degli studi di Torino, giornalista pubblicista. La passione per il giornalismo la spinge a frequentare la Scuola di giornalismo e relazioni pubbliche Carlo Chiavazza di Torino. Ha svolto attività di ufficio stampa ed ha collaborato con diverse realtà del territorio, dalla carta stampata alla radio.

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