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Dove si farà il prossimo Eurovision?

Torino. Come da previsioni, la Kalush Orchestra ha vinto l’Eurovision Song Contest 2022. Un plebiscito al televoto, un segnale chiaro di vicinanza delle persone all’Ucraina, paese che combatte da più di due mesi l’invasione russa.

Ben 631punti per ‘Stefania’, la canzone che la band ucraina ha portato sul parco torinese della competizione musicale. Il Regno Unito è arrivato al secondo posto con 466, sul terzo gradino del podio la Spagna con 459 punti. Solamente Sesti Mahmood e Blanco con ‘Brividi’, che non hanno saputo nè impressionare favorevolmente la critica, nè conquistare i favori della vasta platea dei telespettatori dei diversi Paesi europei.

Per l’Ucraina, la vittoria dei Kalush segna il terzo successo nella manifestazione dopo quelli del 2004 e del 2016.

La classifica finale

Il dibattito sull’organizzazione del prossimo Eurovision

Ora, si fa caldo il tema dell’organizzazione della prossima edizione dell’Eurovision Song Contest. Da regolamento, la manifestazione deve essere ospitata dal paese vincitore della kermesse. Tuttavia, come ben sappiamo l’Ucraina è invasa della Russia di Putin e non si vede ancora una fine per quella che il capo del Cremlino dice essere “un’operazione speciale”.

Subito dopo la vittoria della band, festeggiata da commenti di vicinanza anche da parte dei vertici europei, il Presidente della Repubblica d’Ucraina Volodimir Zelensky con un messaggio su Facebook ha dichiarato: “Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l’Europa! L’anno prossimo l’Ucraina ospiterà l’Eurovision! Per la terza volta nella sua storia. E credo – non per l’ultima volta. Faremo di tutto perché un giorno i partecipanti e gli ospiti dell’Eurovision si ritrovino in una Mariupol ucraina. Libera, pacifica, ricostruita. Grazie per la vittoria Kalush Orchestra e a tutti quelli che ci hanno votato! Sono certo che la mossa vincente contro il nemico non è lontana. Gloria all’Ucraina”.

Come detto, la risoluzione del conflitto, che ci si augura arrivi al più presto possibile, non sembra vicina e la ricostruzione del paese martoriato dalle bombe richiederà certamente del tempo.

Il sostegno dell’Italia

La Rai si è offerta di sostenere l’organizzazione dell’Eurovision 2023. All’indomani della vittoria ucraina, il direttore di Rai 1 Stefano Coletta ha affermato: “Se dovesse scattare una chiamata collettiva per l’edizione in Ucraina, Rai metterà a disposizione il proprio know-how e la grande esperienza che ha dimostrato in questa edizione”.

Alle parole di Coletta si aggiungono anche quelle del sindaco di Torino, Stefano lo Russo, che pur sperando che la rassegna canora si possa organizzare in Ucraina, ha fatto sapere che la città si mette a disposizione di Rai ed EBU per un’eventuale organizzazione nel caso in cui l’Ucraina non potesse ospitare l’Eurovision.

Alle affermazioni italiane, si aggiunge l’interesse della TV spagnola e della Svezia.

Subito al fronte

Intanto, la Kalush Orchestra è già ripartita per l’Ucraina dove raggiungerà la prima linea. “Per essere a Torino abbiamo avuto un permesso temporaneo fino a domani. E come ogni ucraino siamo pronti a combattere, come possiamo e fino a quando possiamo”, aveva dichiarato in conferenza stampa il frontman Oleh Psjuk.

Subito dopo la vittoria, la band ha diffuso il video ufficiale di ‘Stefania’, i cui proventi netti saranno devoluti ad un’associazione umanitaria scelta dai Kalush.

Jessica Scano
Jessica Scano
Classe 1993, laureata in Scienze della comunicazione all'Università degli studi di Torino, giornalista pubblicista. La passione per il giornalismo la spinge a frequentare la Scuola di giornalismo e relazioni pubbliche Carlo Chiavazza di Torino. Ha svolto attività di ufficio stampa ed ha collaborato con diverse realtà del territorio, dalla carta stampata alla radio.

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