mercoledì, 7 Dicembre 2022
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Lo Russo: “Torino non è una città di criminali”. Tre pilastri per la sicurezza

Torino sembra essere pervasa da un’onda di criminalità indiscriminata, portata agli onori della cronaca negli ultimi giorni dai fatti accaduti in zona Aurora e Barriera di Milano, ma non solo. Domenica pomeriggio botte e lanci di bottiglie hanno interessato l’angolo dello spaccio di San Salvario. Tutti episodi che portano i cittadini a chiedere delle risposte e a volere una maggiore sicurezza per le strade dei propri quartieri.

Proprio del tema sicurezza si è occupata questo pomeriggio la Sala Rossa di Torino, riunita per il consiglio comunale del giorno. In questa sede, il primo cittadino Stefano Lo Russo ha definito intollerabili le immagini di violenza alle quali si sta assistendo ed ha delineato la strategia che la maggioranza mette e metterà in campo per contrastare la criminalità.

Più controlli e nuovi occhi elettronici

Invitando a non cavalcare le polemiche, ma auspicando un sano rapporto di dialogo tra maggioranza e minoranza, Lo Russo ha delineato i tre pilastri fondamentali per la lotta al crimine. Il controllo del territorio “è la prima condizione che occorre garantire”, ha spiegato il sindaco, “un controllo che è costante e piuttosto frequente” soprattutto nelle zone “dove la principale fonte criminologa è lo spaccio di droga”. Lo Russo ha spiegato come la Polizia Municipale sia attiva nel coadiuvare Polizia di Stato e Questura nel presidio dei quartieri, ed ha annunciato un “potenziamento del presidio del territorio nel corso dell’anno, soprattutto vicino alle scuole e nei parchi della città con una maggiore presenza fisica di pattuglie a piedi”. Ai pattugliamenti si affiancheranno gli occhi elettronici delle telecamere di sicurezza che, pur essendo un valido aiuto, come evidenziato dallo stesso sindaco “non risolvono il problema”. Verranno installate 2 telecamere di sicurezza nella Circoscrizione 5, 13 telecamere sono in via di installazione nella Circoscrizione 6, occhi elettronici verranno posizionati nella Circoscrizione 7 e altri ancora nelle zone più critiche della città. “A queste telecamere fisse verranno associate le telecamere mobili – ha puntualizzato Lo Russo – che completano la video sorveglianze e possono aiutare in eventuali indagini. L’attività criminogena si può però spostare fuori dall’occhio della telecamera”, ma è un’azione che va messa in campo.

Inclusione sociale e questione carceraria

Il secondo pilastro della lotta al crimine poggia le sue fondamenta nell’aspetto sociale, “ed è proprio qui che si concentra l’azione dell’amministrazione comunale”, ha detto il sindaco. Un’Amministrazione che vuole individuare le situazioni più critiche lavorando con i quartieri, le associazioni e le scuole per mettere in campo strategie integrate “che puntino al miglioramento dello spazio pubblico e della dinamica della relazione sociale”, come ha spiegato Lo Russo. “Dentro questa matrice gli investimenti che andremo a fare si avvarranno anche di fondi europei e Pnrr”. Piani integrati ed urbani, dunque, come attività collaterali all’infuori dell’orari scolastico, finanziamenti per i progetti Valdocco e ToNite; inoltre la programmazione PON Metro 21-27 farà ricadere sui quartieri Aurora e Barriera oltre 30 milioni di euro mentre i fondi PinQua porteranno a Porta Palazzo 16 milioni di euro. Somme importanti destinate ad interventi sociali e di integrazione che “argineranno le questioni più problematiche”, come detto dal sindaco.

Cosa succede dopo l’arresto di un criminale? È la domanda fondante il terzo pilastro che completa la formula dell’Amministrazione sul tema sicurezza. Una questione complessa, inasprita da un intricato sistema legislativo che non pone abbastanza l’attenzione sulla funzione rieducativa del carcere. A tal proposito per il sindaco Lo Russo bisogna “prendere coscienza profonda che il carcere deve essere luogo rieducativo e non criminogeno, di reinserimento nella società”. La rieducazione ed il reinserimento nella società possono essere avere una rilevante ricaduta sul problema della criminalità nelle strade. “A Torino c’è un problema carcerario – ha ammesso il Sindaca – ma stiamo mettendo in campo progettualità dedicate dai cantieri di lavoro, all’inserimento lavorativo. In molti casi puntiamo al reinserimento dei ragazzi più giovani che possono avere una prospettiva che non li riconsegni alla strada al momento del rilascio”.

Ricca: “abbandonare un’ideologia troppo di sinistra”

“Bene mettere le telecamere – ha commentato il Consigliere Fabrizio Ricca – ma penso che si possa andare oltre. Bisogna abbandonare un’ideologia forse troppo di sinistra e provare ad essere più concreti. Bisogna poter mandare via chi delinque. Troviamo insieme una soluzione davvero integrata per Torino Nord e non solo. Questo incremento di criminalità anche fuori Torino nord deve destare più preoccupazione”.

“Torino non è una città di criminali, ma ha tutte le energie e le capacità e strategie integrate per limitare la questione della criminalità”, ha infine sottolineato con forza il sindaco Stefano Lo Russo.

Jessica Scano
Jessica Scano
Classe 1993, laureata in Scienze della comunicazione all'Università degli studi di Torino, giornalista pubblicista. La passione per il giornalismo la spinge a frequentare la Scuola di giornalismo e relazioni pubbliche Carlo Chiavazza di Torino. Ha svolto attività di ufficio stampa ed ha collaborato con diverse realtà del territorio, dalla carta stampata alla radio.

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