Morto Carlin Petrini storico fondatore di Slow Food e di Terra Madre

È morto nella sua abitazione di Bra, di cui era originario, Carlo Petrini, 76 anni, conosciuto e stimato fondatore di Slow Food e ideatore di Terra Madre. Aveva 76 anni. Con lui scompare una delle figure italiane più influenti di alimentazione, sostenibilità e tutela delle culture gastronomiche locali.

Gastronomo e scrittore polivalente, Petrini ha dedicato la vita alla promozione di un modello alimentare fondato sui principi del “buono, pulito e giusto”, seguendo il motto «Chi semina utopia, raccoglie realtà», che è diventata la sua bussola.

Da Bra al manifesto di Parigi

L’avventura di Carlin iniziò nel 1986 con la nascita di Arcigola, poi diventata Slow Food. Da quel primo nucleo prese forma un movimento internazionale capace di diffondersi in oltre 160 Paesi. Il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food venne firmato da più di venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, incarico mantenuto fino al 2022.

Un’altra sua creazione è stata l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, primo ateneo al mondo dedicato a un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo. Un progetto pionieristico che ha contribuito a legittimare il tema dell’alimentazione anche all’interno della ricerca accademica internazionale.

Nel 2004 Petrini diede vita a Terra Madre, rete mondiale che riunisce agricoltori, pescatori, cuochi e studiosi della biodiversità e delle tradizioni alimentari locali. La sua attività si è estesa anche all’impegno sociale e spirituale. Nel 2017, insieme a monsignor Domenico Pompili fondò le Comunità Laudato Si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco e dedicate alla promozione di una conversione ecologica dal basso.

Autore di testi iconici

Numerosi i saggi pubblicati da Carlin Petrini Tra i più noti, Le ragioni del gusto (2001), quindi Buono, pulito e giusto e Principi di nuova gastronomia, testo che ha definito il concetto di “eco-gastronomia”. Libro molto significativo è Terrafutura, nato dal dialogo con Papa Francesco sull’ecologia integrale.

Fino agli ultimi anni Petrini ha continuato a promuovere la cultura delle Langhe e del Roero, territori che considerava simbolo di riscatto sociale e agricolo; emblematico il volume Vite di Langa e Roero, dedicato alle sue terre, per le quali si è cosi tanto speso.

Con Carlo Petrini se ne va uno dei maggiori interpreti del rapporto tra uomo, ambiente e cibo; colui che ha saputo trasformare la gastronomia in cultura civile.

stampa sera
Redazione

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