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Piemonte, frena la crescita produttiva

Frena la crescita della produzione manifatturiera piemontese, tuttavia con il +50ì.2% i livelli restano comunque superiori a quelli per Covid.

Nel primo trimestre 2022 il ritmo di crescita della produzione manifatturiera piemontese è infatti rallentanto. È quanto emerge dell’Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera, realizzato da Unioncamere Piemonte in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Unicredit. Le rilevazioni dell’indagine hanno coinvolto 1729 imprese industriali per un numero complessivo di 100.725 addetti ed un valore pari a 55.3 miliardi di euro di fatturato.

Performance positive, ma in rallentamento

I dati hanno riportato un leggero indebolimento del ritmo di crescita, la variazione della produzione si è infatti attestata al +5.2%, dato in linea con quello del I trimestre 2021 (+5,0%), ovviamente migliore rispetto al primo trimestre 2020 (-5,7%), ma anche superiore al risultato dei primi tre mesi del 2019 (-0,4%). Ma tendenzialmente più basso rispetto alla media annua del 20.3% registrata nel 2021.

“Le performance del Piemonte nel primo trimestre dell’anno sono positive, ma in rallentamento. Tutte le province della regione e tutti i settori produttivi mettono a segno risultati positivi. Sono però molte le incertezze sul tavolo: la guerra in Ucraina, il deprezzamento dell’euro sul dollaro, l’aumento del costo delle materie prime e l’inflazione”, ha commentato Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.

Contraccolpo dal conflitto russo-ucraino

Per le aziende manifatturiere piemontesi, infatti, il principale problema derivante il conflitto russo-ucraina è stato l’aumento del costo delle materie prime, seguito dall’aumento del prezzo dell’energia. Decisamente meno rilevante, invece, l’impatto sull’export.

Molte imprese capofila stanno ripensando le politiche di approvvigionamento rivolgendosi a fornitori della stessa regione o comunque basati in Italia e questo è molto positivo” ha spiegato Sergio Bava, direttore commerciale Imprese Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo. La banca ha attivato finanziamenti specifici che aiutano le aziende energivore nel pagamento delle bollette e per quelle coinvolte nell’interscambio con Ucraina e Russia. Inoltre, fornisce un servizio di consulenza per la copertura dai rischi di variazione del prezzo dell’energia e del gas.

“Le prospettive per i prossimi mesi – ha specificato Coscia – sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso quali una flessione del commercio internazionale e l’aumento dei tassi di interesse. Anche le aspettative di famiglie e imprese potrebbero subire un peggioramento. In questo quadro, guardiamo con fiducia al Pnrr e al sistema bancario”.

Jessica Scano
Jessica Scano

Classe 1993, laureata in Scienze della comunicazione all'Università degli studi di Torino, giornalista pubblicista. La passione per il giornalismo la spinge a frequentare la Scuola di giornalismo e relazioni pubbliche Carlo Chiavazza di Torino. Ha svolto attività di ufficio stampa ed ha collaborato con diverse realtà del territorio, dalla carta stampata alla radio.

Jessica Scano
Classe 1993, laureata in Scienze della comunicazione all'Università degli studi di Torino, giornalista pubblicista. La passione per il giornalismo la spinge a frequentare la Scuola di giornalismo e relazioni pubbliche Carlo Chiavazza di Torino. Ha svolto attività di ufficio stampa ed ha collaborato con diverse realtà del territorio, dalla carta stampata alla radio.

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